Pensiero a pedali

Collective Plant: raccoglitori urbani a Budapest

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35 chili. Questa è la quantità di frutta, noci, erbe commestibili e bacche raccolte dalla fotografa Zsofia Illés durante il mese di settembre del 2013. In campagna? No, in una città di quasi due milioni di abitanti come Budapest.

Invitata a partecipare a una mostra che aveva come tema il mondo delle piante, lllés fin dall’inizio si propose di realizzare un set fotografico che avesse un messaggio positivo e costruttivo. Al tempo disoccupata, Illés cercava modi alternativi per arrivare alla fine del mese. Uno di questi era visitare quelle parti di Budapest in cui il confine tra la città e la campagna si fa più labile, alla ricerca di frutteti, noci a guscio e altro cibo commestibile. Ciò ovviamente non risolveva tutti i suoi problemi, ma nel suo piccolo era una soluzione, oltreché  un modo per non stare in casa a deprimersi. La fotografa decise di realizzare un progetto fotografico sui luoghi e i risultati delle sue spigolature urbane.

Sorpresa dal successo dei suoi scatti, Illés capì che Collective Plant, questo il nome del suo progetto, aveva il potenziale per diventare una sorta di piccolo iniziativa comunitaria. Da quel momento Collective Plant a Budapest è diventato sinonimo di uscite nella natura con lo scopo di raccogliere erbe, frutta o altri prodotti stagionali in aree semiurbane spesso poco conosciute e sorprendenti. E ovviamente di condividere saperi tradizionali in via d’estinzione, visto che le piante spontanee vanno sapute riconoscere. Per questo motivo, nel caso di tour più specifici, per esempio alla ricerca di funghi, a guidarli c’è sempre l’esperto di turno.

mushr picking

mush pick

Ma Collective Plant è anche un progetto artistico a cui partecipano video makers, fotografi e illustratori. La scorsa estate è stata realizzata una fanzine estiva che suggeriva ai campeggiatori erbe spontanee facili da riconoscere e raccogliere per il proprio tè o la propria insalata, mentre quest’anno è stato realizzato un calendario che dà varie idee su come usare per infusi, zuppe o salse le bacche e gli altri prodotti messi a disposizione gratuitamente da Madre natura. Le pubblicazioni di Collective Plant sono stampate su carta riciclata al 90% con un inchiostro naturale a basa di soia e realizzate attraverso una tecnica chiamata risografia. La rilegatura infine è fatta a mano.

forest tea

Collective Plant sta contribuendo a rendere affascinante e alla moda attività e conoscenze considerate obsolete e noiose, ma soprattutto sta offrendo un nuovo modo di vedere lo spazio pubblico e quelle terre di confine tra città e campagna. Dall’interesse che il progetto sta riscuotendo, si può dire che sono sempre di più le persone che non vedono l’ora appena è possibile di riconnettersi con la natura.

Il blog di Collective Plant ha una sezione in inglese che offre ricette e tutorial per realizzare tisane, prodotti fermentati e molto altro a partire dalle proprie spigolature. E se proprio vi va di supportarli a distanza, ordinate e regalate una delle loro fanzine o calendari in inglese. Regalo più utile e bello sarà difficile trovarlo.

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This entry was posted on May 26, 2015 by in Attivismo, Storie and tagged , , , , , , .
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