Pensiero a pedali

Un microrganismo ci seppellirà. Scopri i tardigradi, gli orsetti d’acqua che sopravvivono all’apocalisse.

Tanti film e libri ruotano affascinati attorno alle disastrose conseguenze di un cataclisma naturale originato nello spazio. Ma la rivista Nature ha pubblicato alcuni giorni fa uno studio di un trio di astro-fisici dell’Università di Oxford e Harvard, David Sloan, Rafael Alves Batista e Avi Loeb, che ha delle buone notizie per la Terra. La ricerca analizza quali sarebbero le conseguenze di tre possibili disastri potenzialmente in grado di sterilizzare il pianeta: una collisione con un asteroide, l’esplosione di una supernova, o dei lampi gamma originati dall’esplosione di una stella distante. La ricerca conclude che anche in caso di catastrofi simili, difficilmente la Terra resterebbe totalmente priva di vita.

 

Per giungere a queste conclusioni, gli scienziati hanno analizzato come se la caverebbero nei peggiori scenari possibili i tardigradi, conosciuti con il nomignolo di orsetti d’acqua (malgrado popolino gli ambienti più disparati). Questi microscopici esseri diventati recentemente idoli di internet per il loro aspetto buffo sono noti per la capacità di sopravvivere in condizioni estreme. Se necessario, questi invertebrati possono espellere l’acqua dal loro corpo ed entrare in uno stato dormiente di raggrinzita attesa, senza bisogno di cibo o liquidi per decenni. Sono anche in grado di sopportare temperature sotto zero ed elevate fino ai 150°, resistere alla pressione degli oceani più profondi e a dosi di radiazioni e sostanze tossiche capaci di uccidere molte altre specie. In caso di catastrofi spaziali i tardigradi sono i candidati ideali a prendere posto sulla sponda del fiume e vedere passare il cadavere di tutte le altre specie viventi trascinate dalla corrente.

 

Sloan, Batista e Loeb sono giunti alla conclusione che per spazzare via anche i tardigradi, sarebbe necessario un cataclisma capace di far salire la temperatura marina oltre i 100°. Secondo i tre ricercatori ciò avverrebbe solo nel caso dell’impatto con la Terra di un asteroide dalle dieci alle mille volte maggiore di quello che spazzò via i dinosauri 65 milioni di anni fa. Fortunatamente ogni milione di anni c’è solo una possibilità su 100.000 che ciò accada. Insomma, solo un’improbabile catastrofe impedirebbe alla vita sul pianeta di continuare indisturbata sotto qualche forma.

 

Lo studio pubblicato su Nature apparirà inutile a molti, visto che immagina scenari in cui la sorte della nostra specie sarebbe comunque segnata. Ma evidenziando che la vita sul pianeta proseguirebbe anche senza di noi e non per questo diventerebbe meno importante, i tre astrofisici ci ricordano che la presenza degli esseri umani sulla Terra è quanto mai prescindibile ed effimera. Anche perché nel nostro caso non è necessario un asteroide per fare la fine dei dinosauri, ma bastano scelte politiche scriteriate come l’avvio di una guerra nucleare o la passività davanti ai cambiamenti climatici. Jared Diamond ha illustrato magistralmente nel suo libro Collasso. Come le società scelgono di morire o vivere che la storia umana è piena di civiltà che andarono in rovina o si estinsero a causa di cattive decisioni e dell’incapacità di gestire efficacemente le risorse naturali. Esempi illuminanti per capire che la minaccia di estinzione più probabile per la nostra specie non arriverà dallo spazio, ma da noi stessi.

 

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This entry was posted on July 18, 2017 by in Storie and tagged , , , , , .

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